Nelle foto, tratte dal suo sito ufficiale, Britney Spears, impegnata nelle prove del suo nuovo tour mondiale.
Il Sun, popolare quotidiano Inglese, famoso per coniugare sapientemente attualità e gnoccheria assortita, in grado di vantare una schiera di informatori anonimi talmente lunga, da far impallidire Studio Aperto, oggi è uscito con una notizia inattesa, ma non completamente inaspettata: Britney Spears, la famosissima stellina decaduta, made in USA, nota molto di più per i video amatoriali, che per la qualità canore, sarebbe nuovamente in crisi.
Pensi alla protagonista di Womanizer e ti viene in mente una vita vissuta quasi inconsapevolmente, vittima di alti e bassi, di catastrofi preannunciate e improvvise rinascite: droga, alcool e tanto sesso, insomma lo stereotipo del Rocker di successo, solo che se ti pippi l’impossibile e ti chiami Kurt Cobain, sei un genio, se ti fumi anche le zollette di zucchero e ti chiami Amy Winehouse sei un gran talento, mentre se ti devasti e ti chiami Britney Spears sei una stupida sciacquetta: punto e basta.
Questa volta, tuttavia, le causa non andrebbero ricercate nella dissoluta condotta di vita dell’ex lolita del pop; niente eccessi, notti passaste attaccate al collo della bottiglia, o che altro; i problemi, questa volta, arriverebbero da un posto assai più remoto: la sua fragile testolina che, stranamente ancora popolata di neuroni, evidentemente provata da tanti anni di abusi, adesso sembrerebbe voler presentare il conto alla sua sciagurata proprietaria. Naturale conseguenza di ciò, sarebbero gli attacchi di panico che, secondo non ben identificate fonti vicine all’artista, metterebbero a rischio il tour mondiale:
“Britney Spears sta male, soffre di attacchi di panico così violenti, da impedirle persino di provare. Ha paura che il Tour si riveli un flop e di essere massacrata dalla critica.”
Per quel che conta: da queste parti si fa il tifo per Brintey Spears; troppo spesso messa alla gogna mediatica, una sua definitiva rinascita significherebbe che: non importa se toccando il fondo, invece che risalire spesso ha scavato, la cosa importante è provarci, di tanto in tanto.





